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lunedì 30 maggio 2016

Se non pensassi "Sé"

Passiamo l'intera vita a pensare con il "sé".

" sé avessi fatto questo.."
" sé gli avessi parlato..."
" sé avessi studiato..."

eccetera eccetera.

Ci concentriamo sempre più sul passato che sul futuro.
Sul ieri anziché sull'oggi.

La mente umana è maledettamente stupida.
Se il tempo fosse un'unità di misura e oggi fosse il giorno zero; la nostra mente penserebbe a come risolvere i problemi del giorno -1.
Ma i problemi del passato non si possono risolvere. Si possono soltanto dimenticare

... o conviverci.

Se ieri non hai avuto la forza di rispondere... tormentarsi sul un "passato alternativo" risulta un'inutile perdita di tempo.

La soluzione è non pensare più a ieri.
Non dire più "sé".
E buttarsi. Buttarsi sempre.

Sulle conversazioni, sulle situazioni, sulle opportunità.

Solo essendo spontanei possiamo essere felici.

Magari sbaglieremo. Ma sarà una nostra scelta. Una scelta reale che, in futuro,ci darà risvolti positivi.



Siate voi Stessi.
Sempre.

giovedì 31 dicembre 2015

Bere

Una delle consuetudini dell'uomo moderno è quella di bere.

Bere fino a star male.

Ma perché ci su fa del male, perché che questo autolesionismo?...

Perché l'uomo è un essere debole e ha bisogno di dimenticare....




In conclusione si beve solo per due motivi:
dimenticare quello che si è fatto,
oppure,
dimenticare quello che non si è fatto.

Ed è sopratutto quello che non si è fatto che porta l'uomo ad autodistruttiva.
Perché quello che è, e immutabile ma quello che sarebbe potuto essere è racchiuso nei nostri sogni più belli... o peggiori.

martedì 3 novembre 2015

Siamo solo...

Ciò che prima era utopia
oggi è realtà,

Ciò che prima era sacrilegio
oggi è normalità,

Ciò che prima era priobito
oggi è troppo libero,

Ciò che prima era incubo
oggi è utopia;


Desideriamo la fine del mondo solo perchè vogliamo sottrarci alla morbosità della nostra quotidianità,
Vogliamo la "vita felice" ma vogliamo lottare per essa,

Siamo vuoti e stupidi
o...
...forse....
Siamo solo umani.

mercoledì 17 giugno 2015

Una volta...

Una volta dominavamo il mondo
una volta eravamo il centro di tutto
una volta eravamo Cultura, Sapere e Storia

Roma "caput mundi"....



Sì; ma una volta...

sabato 13 giugno 2015

Siamo in mezzo

Viviamo in un epoca di passaggio..

di passaggio tra l'esplorazione della terra e dello spazio
di passaggio tra la guerra con eserciti di carne a una con eserciti di circuiti
di passaggio tra la chiacchierata al bar e quella d'avanti un computer



viviamo in un'epoca che potrebbe rimanere anonima tra le vicissitudini e le guerre novecentesche e la conquista dello spazio del prossimo secolo

venerdì 12 giugno 2015

Osservazioni personali sul genere distopico

Gli anni d'oro del genere distopico sono in concomitanza con l'affermarsi delle più distopiche realtà totalitarie del novecento.
Oggi, senz'ombra di dubbio, ci troviamo in una realtà migliore di quella che trovarono i vari Orwell, Huxley … e questa realtà la dobbiamo anche un po' a loro.
A tutti loro che hanno criticato, tra le righe, le proprie società, gli usi e i costumi della loro gente, le superstizioni eccetera. A tutti loro che ci hanno mostrato come poteva finire se continuavamo ad essere ciechi. A tutti loro che si sono impegnati a far sì che ci ricordassimo dove volevamo arrivare e, per fortuna, non siamo arrivati.
I loro “consigli” hanno permesso alla popolazione di capire gli errori del passato e cercare di rimediare.
Cercare di rimediare con l'Unione Europea, con l'instaurazione del primo governo socialista in sudamericana, con la riduzione delle armi nucleari e con la continua ricerca di un mondo migliore.
Ciononostante, questo mondo ancora non esiste e, molto probabilmente, non esisterà mai siccome l'utopia è soggettiva poiché dipende dai nostri desideri e dalla nostra esperienza di vita complessiva.
L'obiettivo della letteratura distopica( ma anche di tutti glia altri mezzi di critica che sfruttano la rappresentazione di una società fittizia per criticare la società attuale) era quello di aprire le menti delle persone per riuscire a farci vedere la strada da percorrere per avvicinarci all'ideale dell'utopia( che risulta essere l'opposta di quella descritta nel romanzo). Visto che questo ideale non è stato ancora raggiunto, il suo compito non è ancora finito.



La mancanza di vere scritture distopiche attualmente, però, lascia libero sfogo ai governi attuali che via via stanno arretrando la loro mentalità ritornando agli ideali politici del secolo scorso. Questo tipo di letteratura è fondamentale perché solo leggendo un libro che non critica apertamente la società si può capire in che modo viviamo, perché leggere un testo col solo scopo di criticare la società non viene letto con entusiasmo ed attenzione; ma un testo che racconta le vicissitudini di un uomo che vive in un mondo distopico, un mondo con forti riferimenti alla società moderna, inspira fortemente il lettore facendolo pensare e riflettere su dove vive e sulla sua società.



In conclusione la distopia è ancora un mezzo valido per criticare la società visto che essa non ha ancora completato il suo vero compito.

L'unico problema è dato dalla mancanza di veri romanzi distopici nel panorama attuale; dobbiamo accontentarci dei classici che, comunque sia, ancora oggi sono “attuali”.

Ricordate il vostro passato

Tutti dicono che non bisogna mai guardarsi indietro..

.. io dico invece che guardarsi indietro, ogni tanto, è fondamentale

Per capire dove siamo arrivati
Per capire la strada che abbiamo fatto
Per capire cosa siamo diventati