La vita odierna si classifica in tre grandi stadi:
- primo stadio : la scuola;
- secondo stadio: il lavoro;
- terzo stadio: la vecchiaia;
Di questi, il secondo è quello più importante; quello che ci permette di vivere giorni VERI.
Questo perché il lavoro da la possibilità di avere il denaro ( risorsa imprescindibile per raggiungere il nostro scopo) e da quel senso di oppressione che ci permette di gustarci al meglio il fine-settimana.
Quindi, ricapitolando per vivere bisogna lavorare, bisogna odiare la settimana per arrivare a quel fatidico momento in cui abbiamo la possibilità di raggiungere i nostri limiti.
Il momento in cui possiamo illuderci di spezzare le catene de conformismo e essere noi... solo IO.
Ma, a volte il " solo IO" ci spaventa più di quanto osiamo immaginare, perché siamo abituati a vivere con la nostra maschera; maschera cucita in periodo scolastico e saldata con i primi anni di lavoro.
La maschera del conformismo.
E questa maschera, piano piano, si appropria anche ( è paradossale ma è vero) del nostro IO e ci porta a essere i fantasmi della nostra società.
Basta pensare con si pensa di raggiungere i limiti della vita: Alcohol.
Il nettare che inebetisce la nostra parte intelligente e ci porta a comportamenti egoistici e patetici.
Il diavolo della società moderna.
Un diavolo tentatore, che va controllato e tenuto a bada... un diavolo con cui bisogna sempre confrontarsi ogni volta che si cerca di liberarsi dalle catene della società.
Un diavolo comune a molte persone oggigiorno...
Il diavolo della società moderna.
Solo le persone veramente forti possono affrontare il diavolo e vincervi... gli altro possono solo evitarlo o soccombere, soccombere e morire ( o rischiare di farlo).
Ma, nonostante tutto, la società a bisogno di questa inutile carezza di libertà per dar un senso di vita maggiore.
Pane e Circo dicevano i Romani
Alcohol e Discoteca dice la società moderna.
Alla fine l'uomo è sempre l'uomo, con le sue debolezze e la sua stupida illusione che questo sia il miglior mondo possibile.
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domenica 17 aprile 2016
II limite della libertà
Ubicazione:
31040 Mansuè TV, Italia
domenica 15 novembre 2015
Je suis encore Charlie
Il terrorismo si fonda sul terrore, sul terrore della quotidianità.
La vita è qualcosa di prezioso, è l'unica cosa che merita rispetto e spegnerla così stupidamente, per una ragione religiosa, è oltraggioso.
Oltraggioso per tutti quelli che provano, ogni giorno, a migliorare il mondo.
Che sia l'operaio o il giornalista, il medico o il politico...
Gli estremisti islamici che hanno ammazzano, quelle persone, sparando alla cieca, al grido di "allah akbar" hanno offeso innanzitutto se stessi, e, in secondo luogo gli altri.
Se stessi perché considerano Allah come un dio di guerra al pari di Marte e Giove e l'abbassano a semplice dio politeista.
Gli altri perché, implicitamente, gli hanno mostrato la loro inutilità, la loro impotenza di fronte a persone diverse. Di fronte a persone pazze.
Ma la vera tragedia è data dalla reazione del mondo di fronte a questo attentato.
Guerra.
Occhio per occhio.
Piano piano ritorniamo al tempo di Hammurabi di Babilonia dove la legge vigente era " se tu mi cavi un occhio e io ti cavo un occhio"...
Ma, allora, quale sarebbe la soluzione?
Smettere con i bombardamenti in Siria, smettere con le persecuzioni religiose, smettere con l'intolleranza verso il diverso?
Sì... ma questo può succedere solo in un mondo nuovo; in un modo utopico.
Chiudere un occhio farebbe soltanto credere all'ISIS, o chi per lui, di avere più potere, più forza, più possibilità di cambiare il mondo( in peggio).
In questo caso, la pace non sarebbe una soluzione.
L'unica soluzione sarebbe capire come siamo arrivati a questo punto. Perché l'ISIS odia l'Europa, perché rivuole i'impero islamico e perché esercita questo volere tramite la violenza più schifosa che possa esistere: la violenza verso l'innocente.
Perché se è vero che il politico o l'impresario di turno possa avere la sua fetta di colpa nella questione orientale, altrettanto non si può dire del cittadino onesto che vuole passare un venerdì sera fuori casa, a pranzo in un ristorante oppure a vedere un'amichevole internazionale.
Nella guerra la morte degli innocenti è normale. Ma, al momento non siamo in guerra...
... e se un gruppo di fondamentalisti islamici riesce a "umiliare" un governo europeo può voler dire solo una cosa:
Più di 150 morti non si possono dimenticare.
Solo se ci faranno capire cosa sta veramente succedendo potremmo realizzare in che mondo viviamo.
Un mondo dove un francese vale più di un nigeriano, di un messicano eccetera.
Un mondo dove l'importanza dell'individuo è data dal suo status e dalla sua nazionalità;
Un mondo distopico, dove l'essere uguale è un'offesa piuttosto che un motivo di conforto.
Un mondo dove la verità viene nascosta per far posto al potere.
Solo gli stupidi pensano che il potere possa portare alla felicità... alla pace.
Aversa P.
La vita è qualcosa di prezioso, è l'unica cosa che merita rispetto e spegnerla così stupidamente, per una ragione religiosa, è oltraggioso.
Oltraggioso per tutti quelli che provano, ogni giorno, a migliorare il mondo.
Che sia l'operaio o il giornalista, il medico o il politico...
Gli estremisti islamici che hanno ammazzano, quelle persone, sparando alla cieca, al grido di "allah akbar" hanno offeso innanzitutto se stessi, e, in secondo luogo gli altri.
Se stessi perché considerano Allah come un dio di guerra al pari di Marte e Giove e l'abbassano a semplice dio politeista.
Gli altri perché, implicitamente, gli hanno mostrato la loro inutilità, la loro impotenza di fronte a persone diverse. Di fronte a persone pazze.
Ma la vera tragedia è data dalla reazione del mondo di fronte a questo attentato.
Guerra.
Occhio per occhio.
Piano piano ritorniamo al tempo di Hammurabi di Babilonia dove la legge vigente era " se tu mi cavi un occhio e io ti cavo un occhio"...
La guerra porta guerra.
Ma, allora, quale sarebbe la soluzione?
Smettere con i bombardamenti in Siria, smettere con le persecuzioni religiose, smettere con l'intolleranza verso il diverso?
Sì... ma questo può succedere solo in un mondo nuovo; in un modo utopico.
Chiudere un occhio farebbe soltanto credere all'ISIS, o chi per lui, di avere più potere, più forza, più possibilità di cambiare il mondo( in peggio).
In questo caso, la pace non sarebbe una soluzione.
La pace porta guerra.
L'unica soluzione sarebbe capire come siamo arrivati a questo punto. Perché l'ISIS odia l'Europa, perché rivuole i'impero islamico e perché esercita questo volere tramite la violenza più schifosa che possa esistere: la violenza verso l'innocente.
Perché se è vero che il politico o l'impresario di turno possa avere la sua fetta di colpa nella questione orientale, altrettanto non si può dire del cittadino onesto che vuole passare un venerdì sera fuori casa, a pranzo in un ristorante oppure a vedere un'amichevole internazionale.
Nella guerra la morte degli innocenti è normale. Ma, al momento non siamo in guerra...
... e se un gruppo di fondamentalisti islamici riesce a "umiliare" un governo europeo può voler dire solo una cosa:
- O sono incompetenti
- O fanno finta di essere incompetenti.
Più di 150 morti non si possono dimenticare.
Solo se ci faranno capire cosa sta veramente succedendo potremmo realizzare in che mondo viviamo.
Un mondo dove un francese vale più di un nigeriano, di un messicano eccetera.
Un mondo dove l'importanza dell'individuo è data dal suo status e dalla sua nazionalità;
Un mondo distopico, dove l'essere uguale è un'offesa piuttosto che un motivo di conforto.
Un mondo dove la verità viene nascosta per far posto al potere.
Solo gli stupidi pensano che il potere possa portare alla felicità... alla pace.
La verità porta pace.
Aversa P.
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domenica 5 luglio 2015
OXI
Più di duemila anni fa un popolo creò la democrazia
oggi
questo stesso popolo, ha fatto risorgere questo ideale ormai utopico.
Non si sa cosa succederà adesso in Grecia,
l'unica cosa che però di può dire e che oggi qualcosa è cambiato,
l'unica cosa che però di può dire e che oggi qualcosa è cambiato,
Che oggi un popolo bistrattato ha partecipato alla Storia.
La vera Storia
5/7/2015
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sabato 16 maggio 2015
L'ideologia
Esiste ancora o è scomparsa?
Personalmente credo che, in fondo, sia ancora presente in ognuno di noi ma in modi e con fini diversi dal passato.
L'ideologia.
La più grande invenzione dell'uomo.
Invenzione perché non fa parte della religione, che è sì ideologica ma si basa più sulla fede, ma fa parte di ognuno di noi.
L'ideologia è un'insieme di pensieri e ragionamenti, spesso politici, che hanno un collegamento logico e risuonano condivisibili agli occhi della massa.
Coloro che riescono a fare questo creano un'ideologia; così come hanno fatto Marx, Lenin, Hitler, Mussolini, Peròn, Fidel Castro eccetera.
Ma, nonostante ciò, ognuno ha la propria visione del mondo, ognuno ha la propria ideologia.
Ognuno di noi formula, grazie alle proprie esperienze personali e da infante, la propria ideologia, la propria visione di vedere il mondo; visione che però si rifa sempre a ideologie maggiori, a ideologie seguite dalla massa.
La prima ideologia in assoluto è nata nel 1848 quando Carl Marx ha pubblicato il "Manifesto del Partito Comunista". Da quel giorno il socialismo ha assunto una connotazione ufficiale evolvendosi a semplice sogno utopico a possibilità di una morale diversa. A possibilità di uguaglianza.
Ma oggi, con la prolificazione del sistema capitalistico e l'interconnessione tra i popoli, detta anche globalizzazione, le parole del filosofo tedesco risuonano un po' vecchie. Il Manifesto non è più applicabile; e con questo vengono meno anche tutte quelle ideologie che l'appoggino o la digradano.
Quindi Comunismo, Socialismo, Fascismo e persino Nazionalsocialismo non sono più attuabili oggi.
Per questo si dice che l'ideologia sia morta.
La globalizzazione ha ucciso l'ideologia.
Ma questo non è totalmente vero. La globalizzazione ha ucciso la vecchia ideologia. Quella della lotta di classe, della razza perfetta, dell'oligarchia, dei borghesi e dei proletari.
Ora, in questo periodo, serve una nuova ideologia, un'ideologia applicabile al nuovo sistema politico-sociale che stiamo vivendo.
Ora serve un Nuovo Manifesto.
Perché l'ideologia è l'unica invenzione della mente umana che vale la pena di preservare, perché esse è il mezzo per giungere alla verità. Alla verità della coscienza umana.
Grazie per aver letto questa riflessione su una parola che, oramai, viene usata a sproposito.
Se volete ascoltare il pensiero di un grande uomo, vi consiglio di vedervi questo video sulla differenza tra la destra e la sinistra:
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mercoledì 6 maggio 2015
Elogio al Silenzio
Il Silenzio è libertà.
Il Silenzio è verità
Il Silenzio è legge.
Il Silenzio è verità
Il Silenzio è legge.
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Italia
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