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domenica 27 novembre 2016

El Cielo Rojo

Il sogno si dissipa
con la tua fine

Il Rosso si addormenta
il romanticismo finisce
la speranza nell'uomo svanisce

Il Rosso diventa nero,
e tutto finisce.

Il più grande sogno,
del secolo scorso,
è diventato vano...

Dopotutto prima o poi dovevamo svegliarci...

Dovevamo capire che l'uomo non è nato per essere felice,


Riposa in Pace,

e salutami il Comandante,

Hasta Siempre...


domenica 28 febbraio 2016

Ti dovevo liberare

Potevo ammazzarti.
Volevo ammazzarti.

Per un secondo, un piccolo minuscolo ma importante secondo ho pensato di ammazzarti.

Forse, un tempo, questa odiosa idea non mi sarebbe minimamente venuta... ma adesso, adesso so' di avere i mezzi per ammazzarti...

Perché non ho reagito?

Perché non ti ho spaccato la mascella ?

Perché non ho sfogato il mio demone interiore , invece, di soffocarlo con la gentilezza dell'uomo "pacifico"?

Mi chiedo se ignorare uno stupido che t'insulta sia un atto di virtù o di vigliaccheria.

Un atto da gentiluomini o da cagasotto...

Personalmente penso che avendo i mezzi per far del male una persona che cerca di provocarti, non usare la violenza sia l'atto più denigrante per lo stupido, perché lo si abbassa a semplice essere che non merita nemmeno il rispetto dell'uomo... ma non avendo i mezzi... si esce comunque a testa alta?



o diventa un semplice gesto da vigliacco?


giovedì 14 gennaio 2016

Addio serpeverde

Adesso và...
... e insegna agli angeli

... che anche i serpenti hanno un cuore.

R.I.P.

domenica 15 novembre 2015

Je suis encore Charlie

Il terrorismo si fonda sul terrore, sul terrore della quotidianità.

La vita è qualcosa di prezioso, è l'unica cosa che merita rispetto e spegnerla così stupidamente, per una ragione religiosa, è oltraggioso.

Oltraggioso per tutti quelli che provano, ogni giorno, a migliorare il mondo.
Che sia l'operaio o il giornalista, il medico o il politico...


Gli estremisti islamici che hanno ammazzano, quelle persone, sparando alla cieca, al grido di "allah akbar" hanno offeso innanzitutto se stessi, e, in secondo luogo gli altri.

Se stessi perché considerano Allah come un dio di guerra al pari di Marte e Giove e l'abbassano a semplice dio politeista.

Gli altri perché, implicitamente, gli hanno mostrato la loro inutilità, la loro impotenza di fronte a persone diverse. Di fronte a persone pazze.

Ma la vera tragedia è data dalla reazione del mondo di fronte a questo attentato.
Guerra.
Occhio per occhio.

Piano piano ritorniamo al tempo di Hammurabi di Babilonia dove la legge vigente era " se tu mi cavi un occhio e io ti cavo un occhio"...

La guerra porta guerra. 


Ma, allora, quale sarebbe la soluzione?

Smettere con i bombardamenti in Siria, smettere con le persecuzioni religiose, smettere con l'intolleranza verso il diverso?

Sì... ma questo può succedere solo in un mondo nuovo; in un modo utopico.

Chiudere un occhio farebbe soltanto credere all'ISIS, o chi per lui, di avere più potere, più forza, più possibilità di cambiare il mondo( in peggio).

In questo caso, la pace non sarebbe una soluzione.

La pace porta guerra.



L'unica soluzione sarebbe capire come siamo arrivati a questo punto. Perché l'ISIS odia l'Europa, perché rivuole i'impero islamico e perché esercita questo volere tramite la violenza più schifosa che possa esistere: la violenza verso l'innocente.
Perché se è vero che il politico o l'impresario di turno possa avere la sua fetta di colpa nella questione orientale, altrettanto non si può dire del cittadino onesto che vuole passare un venerdì sera fuori casa, a pranzo in un ristorante oppure a vedere un'amichevole internazionale.

Nella guerra la morte degli innocenti è normale. Ma, al momento non siamo in guerra...

... e se un gruppo di fondamentalisti islamici riesce a "umiliare" un governo europeo può voler dire solo una cosa:

  • O sono incompetenti
  • O fanno finta di essere incompetenti.


Più di 150 morti non si possono dimenticare.

Solo se ci faranno capire cosa sta veramente succedendo potremmo realizzare in che mondo viviamo.
Un mondo dove un francese vale più di un nigeriano, di un messicano eccetera.
Un mondo dove l'importanza dell'individuo è data dal suo status e dalla sua nazionalità;
Un mondo distopico, dove l'essere uguale è un'offesa piuttosto che un motivo di conforto.
Un mondo dove la verità viene nascosta per far posto al potere.

Solo gli stupidi pensano che il potere possa portare alla felicità... alla pace.

La verità porta pace.




Aversa P.


domenica 26 luglio 2015

La legge non scritta dei libri

"e vissero tutti felici e contenti"

Questo è il finale del 99,9% dei libri di ieri, d'oggi e di domani. Tutto deve finire bene, tutto deve finire per il meglio. Il cattivo deve morire, il buono deve vincere, e la donzella deve essere salvata. Il mondo dei libri è nato con questa "legge non scritta", che impedisce di far terminare una storia in modo tragico, perché il bene deve sempre vincere, sempre.



Ma, come ben sappiamo, la vita è diversa dalle pagine di un libro. La vita non ammette il lieto fine, non ammette la redenzione del peccatore o il perdono della persona amata. La vita non ammette la vittoria del bene.

Per questo i libri sono la via di scappatoia, la via per immaginare una vita che abbia la famosa "legge non scritta", una vita che possa essere auto-conclusiva, che possa finire nel modo migliore senza affossarci nel male, nel mondo dell'auto commiserazione, dell'odio e dell'ira. I libri, quindi sono la cura, la cura dal male.



Ma, quest'aura di fantasia, che ci porta a chiederci sempre nell'impossibilità della realizzazione della storia raccontata da questo o quell'altro autore, ci porta a diffidare di queste vite scritte, magari allontanandoci da esse. A questo punto la domanda sorge spontanea:

Perché devo leggere un libro di trecento o quattrocento pagine se so già come finisce?

La risposta è semplice: perché non lo sai veramente.

Un libro nasconde milioni di sorprese, così come la vita ed è illeggibile dalla copertina. Diffidate da quelli che giudicano i libri da essa perché essi fanno lo stesso con le persone.

Un libro è come una persona: l'aspetto non giudica il contenuto, e dentro di esso si trova una vita.

Comunque c'è un libro che è andato controtendenza e ha modificato la "legge non scritta" sintetizzandola da "e vissero felici e contenti" a "e vissero(forse)".
Questo libro non è altro che( a parere personale) la migliore storia di un uomo, di un semplice uomo.



Questo libro è 1984.


martedì 12 maggio 2015

Realtà

Cos'è la realtà?
È quello che vediamo o quello che crediamo di vedere?
Molti pensano che la realtà si quello che vediamo ogni giorno, ogni stante, ogni momento da quando abbiamo coscienza a quando moriamo.
Ma la realtà è tutt'altra cosa.
Essa è tutto quello che può ucciderci.

La realtà è la Morte.