Il sogno si dissipa
con la tua fine
Il Rosso si addormenta
il romanticismo finisce
la speranza nell'uomo svanisce
Il Rosso diventa nero,
e tutto finisce.
Il più grande sogno,
del secolo scorso,
è diventato vano...
Dopotutto prima o poi dovevamo svegliarci...
Dovevamo capire che l'uomo non è nato per essere felice,
Riposa in Pace,
e salutami il Comandante,
Hasta Siempre...
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domenica 27 novembre 2016
sabato 2 gennaio 2016
Coraggio
Il coraggio non appartiene né ai forti
Né ai ricchi
Ne, tantoneno, agli sciocchi...
Esso appartiene ai timidi,
ai solitari,
Alla gente troppo onesta.
Il coraggio non si misura della voglia di mettersi in gioco in una discoteca,
Nella voglia di approcciare una ragazza x,
o di mettersi a parlare con sconosciuti come fossero fratelli...
Esso non implica un comportamento sfacciato e ribelle....
... anche l'ultimo dei timidi può essere coeaggioso.
Tutti questi aspetti sono solo maschere del coraggio moderno,
coraggio creato a immagine e somiglianza dei più forti, dei più ricchi.
Io non ho la presunzione di dire com'è il vero coraggio. So solo che la sua definizione non è quella attuale..
Non può essere.
Né ai ricchi
Ne, tantoneno, agli sciocchi...
Esso appartiene ai timidi,
ai solitari,
Alla gente troppo onesta.
Il coraggio non si misura della voglia di mettersi in gioco in una discoteca,
Nella voglia di approcciare una ragazza x,
o di mettersi a parlare con sconosciuti come fossero fratelli...
Esso non implica un comportamento sfacciato e ribelle....
... anche l'ultimo dei timidi può essere coeaggioso.
Tutti questi aspetti sono solo maschere del coraggio moderno,
coraggio creato a immagine e somiglianza dei più forti, dei più ricchi.
Io non ho la presunzione di dire com'è il vero coraggio. So solo che la sua definizione non è quella attuale..
Non può essere.
Il coraggio appartiene agli uomini di cuore
Non agli uomini di ego.
Ubicazione:
31040 Mansuè TV, Italia
domenica 13 dicembre 2015
Valori
I valori della vita sono quelli che non ti aspetti.
Vivere non vuol dire respirare, ma credere nei propri sogni fino al raggiungimento degli stessi.
Voglio continuare a sognare finché, un giorno, quel sono non diventerà realtà. La realtà.
Vivere non vuol dire respirare, ma credere nei propri sogni fino al raggiungimento degli stessi.
Voglio continuare a sognare finché, un giorno, quel sono non diventerà realtà. La realtà.
domenica 26 luglio 2015
scegliere
Il mondo soccombe sotto la celta tra prediligere la mente al corpo
dal prediligere l'intelligenza alla bellezza
il bene dal male
il sogno dal desiderio...
Il mondo soccombe sotto la scelta tra prediligere l'utopia sinistra alla realtà capitalista che ci vizia e ci compra con gli oggetti, tralasciando l'uomo.
dal prediligere l'intelligenza alla bellezza
il bene dal male
il sogno dal desiderio...
Il mondo soccombe sotto la scelta tra prediligere l'utopia sinistra alla realtà capitalista che ci vizia e ci compra con gli oggetti, tralasciando l'uomo.
Ubicazione:
31040 Mansuè TV, Italia
lunedì 29 giugno 2015
Tutto parte dal sogno in comune
La Rivoluzione nasce nel momento in cui due persone pensano allo stesso modo utopico
La Rivoluzione cresce quando questo gruppo di sognatori cresce
La Rivoluzione è collettività
amicizia
intesa
sogno
Per questo la rivoluzione non più avvenire oggi...
Primo, perché oggi, l'uomo non è più una creatura che vuole progredire con il consiglio altrui, ma pensa di sapere tutto e di essere onnipotente nei confronti del suo destino
Secondo, perché i dogmi comunisti sono ormai vecchi..
Bisogna ricreare la Rivoluzione,
e per farlo,
bisogna risognare il mondo utopico
La Rivoluzione cresce quando questo gruppo di sognatori cresce
La Rivoluzione è collettività
amicizia
intesa
sogno
Per questo la rivoluzione non più avvenire oggi...
Primo, perché oggi, l'uomo non è più una creatura che vuole progredire con il consiglio altrui, ma pensa di sapere tutto e di essere onnipotente nei confronti del suo destino
Secondo, perché i dogmi comunisti sono ormai vecchi..
Bisogna ricreare la Rivoluzione,
e per farlo,
bisogna risognare il mondo utopico
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31040 Mansuè TV, Italia
giovedì 11 giugno 2015
Sogno
mi chiedo se sia meglio buttarsi nel proprio sogno, per quanto utopico e difficile sia, o accontentarsi di un buon lavoro, anche se non rispecchia il proprio io...
... in poche parole è meglio essere il re tra i poveri o il sevo tra i ricchi???
... in poche parole è meglio essere il re tra i poveri o il sevo tra i ricchi???
Ubicazione:
Italia
lunedì 27 aprile 2015
La fine dell'uomo...
Sia maledetto il giorno in cui gli
uomini smetteranno di sognare, dedicandosi anima e corpo alla
filosofia capitalistica.
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Italia
domenica 26 aprile 2015
Omaggio a... Giorgio Gaber
Qualcuno era comunista
Qualcuno era comunista perché era nato in Emilia.
Qualcuno era comunista perché il nonno, lo zio, il papà, ... La mamma no.
Qualcuno era comunista perché vedeva la Russia come una promessa,
la Cina come una poesia, il comunismo come il paradiso terrestre.
Qualcuno era comunista perché si sentiva solo.
Qualcuno era comunista perché aveva avuto un'educazione troppo cattolica.
Qualcuno era comunista perché il cinema lo esigeva, il teatro lo esigeva, la pittura lo esigeva, la letteratura anche: lo esigevano tutti.
Qualcuno era comunista perché glielo avevano detto.
Qualcuno era comunista perché non gli avevano detto tutto.
Qualcuno era comunista perché prima (prima, prima...) era fascista.
Qualcuno era comunista perché aveva capito che la Russia andava piano, ma lontano...
Qualcuno era comunista perché Berlinguer era una brava persona.
Qualcuno era comunista perché Andreotti non era una brava persona...
Qualcuno era comunista perché era ricco, ma amava il popolo...
Qualcuno era comunista perché beveva il vino e si commuoveva alle feste popolari.
Qualcuno era comunista perché era così ateo che aveva bisogno di un altro Dio.
Qualcuno era comunista perché era così affascinato dagli operai che voleva essere uno di loro.
Qualcuno era comunista perché non ne poteva più di fare l'operaio.
Qualcuno era comunista perché voleva l'aumento di stipendio.
Qualcuno era comunista perché la rivoluzione?... oggi, no. Domani, forse. Ma dopodomani, sicuramente!
Qualcuno era comunista perché... "la borghesia il proletariato la lotta di classe, cazzo!"...
Qualcuno era comunista per fare rabbia a suo padre.
Qualcuno era comunista perché guardava solo RAI3.
Qualcuno era comunista per moda, qualcuno per principio, qualcuno per frustrazione.
Qualcuno era comunista perché voleva statalizzare tutto!
Qualcuno era comunista perché non conosceva gli impiegati statali, parastatali e affini...
Qualcuno era comunista perché aveva scambiato il materialismo dialettico per il Vangelo Secondo Lenin.
Qualcuno era comunista perché era convinto di avere dietro di sè la classe operaia.
Qualcuno era comunista perché era più comunista degli altri.
Qualcuno era comunista perché c'era il Grande Partito Comunista.
Qualcuno era comunista malgrado ci fosse il Grande Partito Comunista.
Qualcuno era comunista perché non c'era niente di meglio.
Qualcuno era comunista perché abbiamo avuto il peggiore partito socialista d'Europa!
Qualcuno era comunista perché lo Stato, peggio che da noi, solo l'Uganda...
Qualcuno era comunista perché non ne poteva più di quarant'anni di governi democristiani incapaci e mafiosi.
Qualcuno era comunista perché Piazza Fontana, Brescia, la stazione di Bologna, l'Italicus, Ustica, eccetera, eccetera, eccetera!...
Qualcuno era comunista perché chi era contro, era comunista!
Qualcuno era comunista perché non sopportava più quella cosa sporca che ci ostiniamo a chiamare democrazia!
Qualcuno, qualcuno credeva di essere comunista, e forse era qualcos'altro.
Qualcuno era comunista perché sognava una libertà diversa da quella americana.
Qualcuno era comunista perché credeva di poter essere vivo e felice solo se lo erano anche gli altri.
Qualcuno era comunista perché aveva bisogno di una spinta verso qualcosa di nuovo, perché sentiva la necessità di una morale diversa.
Perché forse era solo una forza, un volo, un sogno.
Era solo uno slancio, un desiderio di cambiare le cose, di cambiare la vita.
Qualcuno era comunista perché con accanto questo slancio ognuno era come più di se stesso: era come due persone in una.
Da una parte la personale fatica quotidiana,
e dall'altra il senso di appartenenza a una razza che voleva spiccare il volo,
per cambiare veramente la vita.
No, niente rimpianti.
Forse anche allora molti avevano aperto le ali senza essere capaci di volare,
come dei gabbiani ipotetici.
E ora?
Anche ora ci si sente in due: da una parte l'uomo inserito, che attraversa ossequiosamente lo squallore della propria sopravvivenza quotidiana,
e dall'altra il gabbiano, senza più neanche l'intenzione del volo.
Perché ormai il sogno si è rattrappito.
Due miserie in un corpo solo.
Qualcuno era comunista perché il nonno, lo zio, il papà, ... La mamma no.
Qualcuno era comunista perché vedeva la Russia come una promessa,
la Cina come una poesia, il comunismo come il paradiso terrestre.
Qualcuno era comunista perché si sentiva solo.
Qualcuno era comunista perché aveva avuto un'educazione troppo cattolica.
Qualcuno era comunista perché il cinema lo esigeva, il teatro lo esigeva, la pittura lo esigeva, la letteratura anche: lo esigevano tutti.
Qualcuno era comunista perché glielo avevano detto.
Qualcuno era comunista perché non gli avevano detto tutto.
Qualcuno era comunista perché prima (prima, prima...) era fascista.
Qualcuno era comunista perché aveva capito che la Russia andava piano, ma lontano...
Qualcuno era comunista perché Berlinguer era una brava persona.
Qualcuno era comunista perché Andreotti non era una brava persona...
Qualcuno era comunista perché era ricco, ma amava il popolo...
Qualcuno era comunista perché beveva il vino e si commuoveva alle feste popolari.
Qualcuno era comunista perché era così ateo che aveva bisogno di un altro Dio.
Qualcuno era comunista perché era così affascinato dagli operai che voleva essere uno di loro.
Qualcuno era comunista perché non ne poteva più di fare l'operaio.
Qualcuno era comunista perché voleva l'aumento di stipendio.
Qualcuno era comunista perché la rivoluzione?... oggi, no. Domani, forse. Ma dopodomani, sicuramente!
Qualcuno era comunista perché... "la borghesia il proletariato la lotta di classe, cazzo!"...
Qualcuno era comunista per fare rabbia a suo padre.
Qualcuno era comunista perché guardava solo RAI3.
Qualcuno era comunista per moda, qualcuno per principio, qualcuno per frustrazione.
Qualcuno era comunista perché voleva statalizzare tutto!
Qualcuno era comunista perché non conosceva gli impiegati statali, parastatali e affini...
Qualcuno era comunista perché aveva scambiato il materialismo dialettico per il Vangelo Secondo Lenin.
Qualcuno era comunista perché era convinto di avere dietro di sè la classe operaia.
Qualcuno era comunista perché era più comunista degli altri.
Qualcuno era comunista perché c'era il Grande Partito Comunista.
Qualcuno era comunista malgrado ci fosse il Grande Partito Comunista.
Qualcuno era comunista perché non c'era niente di meglio.
Qualcuno era comunista perché abbiamo avuto il peggiore partito socialista d'Europa!
Qualcuno era comunista perché lo Stato, peggio che da noi, solo l'Uganda...
Qualcuno era comunista perché non ne poteva più di quarant'anni di governi democristiani incapaci e mafiosi.
Qualcuno era comunista perché Piazza Fontana, Brescia, la stazione di Bologna, l'Italicus, Ustica, eccetera, eccetera, eccetera!...
Qualcuno era comunista perché chi era contro, era comunista!
Qualcuno era comunista perché non sopportava più quella cosa sporca che ci ostiniamo a chiamare democrazia!
Qualcuno, qualcuno credeva di essere comunista, e forse era qualcos'altro.
Qualcuno era comunista perché sognava una libertà diversa da quella americana.
Qualcuno era comunista perché credeva di poter essere vivo e felice solo se lo erano anche gli altri.
Qualcuno era comunista perché aveva bisogno di una spinta verso qualcosa di nuovo, perché sentiva la necessità di una morale diversa.
Perché forse era solo una forza, un volo, un sogno.
Era solo uno slancio, un desiderio di cambiare le cose, di cambiare la vita.
Qualcuno era comunista perché con accanto questo slancio ognuno era come più di se stesso: era come due persone in una.
Da una parte la personale fatica quotidiana,
e dall'altra il senso di appartenenza a una razza che voleva spiccare il volo,
per cambiare veramente la vita.
No, niente rimpianti.
Forse anche allora molti avevano aperto le ali senza essere capaci di volare,
come dei gabbiani ipotetici.
E ora?
Anche ora ci si sente in due: da una parte l'uomo inserito, che attraversa ossequiosamente lo squallore della propria sopravvivenza quotidiana,
e dall'altra il gabbiano, senza più neanche l'intenzione del volo.
Perché ormai il sogno si è rattrappito.
Due miserie in un corpo solo.
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sabato 18 aprile 2015
Il nostro mondo
Qual'è il posto più privato per l'uomo?
Il suo mondo immaginario.
Quello che sogna la notte.
Quello dove sogna di vivere.
Quello dove può dar vita a tutti i suoi desideri e dove può comporre tutti i capolavori che egli desidera.
Ma ad una condizione:
Dimenticarsi tutto appena svegliati.
Dimenticarsi tutto
Il suo mondo immaginario.
Quello che sogna la notte.
Quello dove sogna di vivere.
Quello dove può dar vita a tutti i suoi desideri e dove può comporre tutti i capolavori che egli desidera.
Ma ad una condizione:
Dimenticarsi tutto appena svegliati.
Dimenticarsi tutto
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venerdì 17 aprile 2015
Pillole di Storia: Il fallimento del sogno di Marx
Nel
febbraio del 1918 ha inizio la rivoluzione. Una rivoluzione
capitanata da Vladimir
Lenin , filosofo, rivoluzionario e politico russo.Lo scopo della
rivoluzione è quella di spodestare lo Zar di Russia e creare il
primo stato comunista del mondo. Il primo stato che rispettasse i 10
fondamenti del “Manifesto del partito comunista” scritto da Marx
ed e Engels nel lontano 1848.La rivoluzione
si completa nel novembre dello stesso anno con la presa del palazzo
d'inverno.
Purtroppo il neo governo socialista incorre in molteplici problematiche, dalla guerra civile ai tentativi di rivoluzione guidate dalle potenze europee che temevano una diffusione dei pensieri comunisti.Ma, alla fine della guerra civile nel 1921, la Russia si rialza e Lenin crea la Nap(Nuova politica economica): un ponte tra capitalismo e comunismo.Nonostante la voglia di Lenin di realizzare il sogno marxista, la sua morte, nel 1924, consegna la Russia, dopo una serie di vicissitudini, a Stalin, che instaura un governo di stampo totalitario e mette fine al sogno.
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Italia
mercoledì 15 aprile 2015
Italia
Bell'Italia.
Grande magazzino di sogni irrealizzabili.
Grande magazzino di sogni irrealizzabili.
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