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domenica 26 luglio 2015

scegliere

Il mondo soccombe sotto la celta tra prediligere la mente al corpo
dal prediligere l'intelligenza alla bellezza
il bene dal male
il sogno dal desiderio...




Il mondo soccombe sotto la scelta tra prediligere l'utopia sinistra alla realtà capitalista che ci vizia e ci compra con gli oggetti, tralasciando l'uomo.

sabato 16 maggio 2015

L'ideologia

Esiste ancora o è scomparsa?
Personalmente credo che, in fondo, sia ancora presente in ognuno di noi ma in modi e con fini diversi dal passato.

L'ideologia.
La più grande invenzione dell'uomo.
Invenzione perché non fa parte della religione, che è sì ideologica ma si basa più sulla fede, ma fa parte di ognuno di noi.
L'ideologia è un'insieme di pensieri e ragionamenti, spesso politici, che hanno un collegamento logico e risuonano condivisibili agli occhi della massa.
Coloro che riescono a fare questo creano un'ideologia; così come hanno fatto Marx, Lenin, Hitler, Mussolini, Peròn, Fidel Castro eccetera.
Ma, nonostante ciò, ognuno ha la propria visione del mondo, ognuno ha la propria ideologia.
Ognuno di noi formula, grazie alle proprie esperienze personali e da infante, la propria ideologia, la propria visione di vedere il mondo; visione che però si rifa sempre a ideologie maggiori, a ideologie seguite dalla massa.

La prima ideologia in assoluto è nata nel 1848 quando Carl Marx ha pubblicato il "Manifesto del Partito Comunista". Da quel giorno il socialismo ha assunto una connotazione ufficiale evolvendosi a semplice sogno utopico a possibilità di una morale diversa. A possibilità di uguaglianza. 

Ma oggi, con la prolificazione del sistema capitalistico e l'interconnessione tra i popoli, detta anche globalizzazione, le parole del filosofo tedesco risuonano un po' vecchie. Il Manifesto non è più applicabile; e con questo vengono meno anche tutte quelle ideologie che l'appoggino o la digradano.

Quindi Comunismo, Socialismo, Fascismo e persino Nazionalsocialismo non sono più attuabili oggi.
Per questo si dice che l'ideologia sia morta.
La globalizzazione ha ucciso l'ideologia.



Ma questo non è totalmente vero. La globalizzazione ha ucciso la vecchia ideologia. Quella della lotta di classe, della razza perfetta, dell'oligarchia, dei borghesi e dei proletari.
Ora, in questo periodo, serve una nuova ideologia, un'ideologia applicabile al nuovo sistema politico-sociale che stiamo vivendo.
Ora serve un Nuovo Manifesto.

Perché l'ideologia è l'unica invenzione della mente umana che vale la pena di preservare, perché esse è il mezzo per giungere alla verità. Alla verità della coscienza umana.

Grazie per aver letto questa riflessione su una parola che, oramai, viene usata a sproposito. 
Se volete ascoltare il pensiero di un grande uomo, vi consiglio di vedervi questo video sulla differenza tra la destra e la sinistra:









domenica 10 maggio 2015

è più facile essere capitalisti che comunisti

Il comunismo è il sogno di uguaglianza per l'cuni e il cancro dell'umanità per altri.
Il perché il comunismo sia, tutt'oggi, considerato un cancro è dovuto all'ignoranza e al focalizzarsi solo sulla parte "pratica" dell'ideologia.
Si sa cosa hanno combinato i vari governi comunisti del novecento( URSS, Cina, Corea del Nord, Romania eccetera) ma, bisogna dire che, quei governi erano più dittature personali( o oligarchie) che dittature del proletariato.

Ma il VERO comunismo, il vero punto fondamentale di questa ideologia è l'uguaglianza, fattore universale che non è stato rispettato in nessun governo socialista nato fin'oggi.
Forse solo la neonata Cuba e il neonato URSS di Lenin hanno cercato di rispettare questo dogma fondamentale, ma alla lunga, anche loro si sono fatti influenzare dal potere.

Dopotutto è più facile essere nemici che amici come è più facile essere cattivi che buoni.

Non so perché l'apoteosi del pensiero di uguaglianza umana, quella che ha fondato i totalitarismi del novecento( che sono la distopia dell'ideologia) sia così bistrattata.
Forse molti paragonano ancora il comunista al terrorista delle brigate rosse o a Stalin.



Dopotutto è più facile essere contro che a favore.
E' più facile essere capitalisti che comunisti.

mercoledì 6 maggio 2015

La violenza

Tra tutte le caratteristiche presenti nell'indole umana, la violenza è quella più forte.
La violenza, intesa come la necessità intrinseca di ognuno di noi che ci porta a divertirci facendo del male, fisicamente o psicologicamente, ad altri simili o creature del mondo animale, è l'elemento che più caratterizza il nostro genere umano.
Non è possibile pensare a un mondo senza violenza, senza discriminazione, senza guerra.
Finché ci sara più di un uomo sulla terra queste caratteristiche esisteranno.
Ma, la domanda che bisogna porsi a questo punto è: Perché?
Perché il connubio tra l'uomo e violenza non può essere spezzato?



La risposta è tanto semplice quanto ovvia: l'uomo è un egoista collettivo. 
L'uomo è un essere strano; egli vuole tutto per sé e, contemporaneamente, vuole non essere mai solo. Due fatti così contrapposti che richiedono un compromesso dello stesso per poter soddisfare i due fattori.
Ciò porta ad avere una persona non contenta, frustata dalla società che si sfoga con la violenza.
La sempre gratuita e genuina violenza.

L'uomo è violento perché la società stessa lo rende violento.
La società capitalistica e perbenista d'oggi è, forse, il fattore più preponderante che fa elevare al massimo l'indole umana della violenza.
Essa non ci permette di essere "liberi" nel senso vero del termine, non ci permette di seguire i nostri veri sogni, sogni che sono più volte stoppati sul nascere da condizioni economiche-sociali particolari, e non ci permette di essere mai soli.

Ed essere soli è la soluzione, parziale, alla violenza.
L'uomo solo trasmette il suo rancore a cose e non disturba il collettivo.
Un collettivo che, però, cerca e vuole l'esaurimento del violento.
Un collettivo che si basa sulla violenza, perché solo essa può dare quei piccoli momenti di appagamento quotidiano di cui l'uomo ha bisogno per sopravvivere al ritmo della società moderna.



La violenza è, quindi, una caratteristica, anzi è La caratteristica dell'indole umana, caratteristica riscontrabile in OGNUNO di noi e alimentata dalla nostra attuale società capitalistica e perbenista che la critica e l'acclama allo stesso tempo. Comunque sia questa caratteristica deve essere espressa ogni tanto per permettere all'individuo di vedere il mondo con occhio critico e veritiero, azioni che non possono essere fatti se si ha la mente annebbiata dal sangue altrui.
E questa cecità nei confronti del mondo è anche uno dei fattori del perché la società attuale esalti  tanto questa proprietà umana.

sabato 2 maggio 2015

La Cina: il “comunismo perfetto”

Si dice che il capitalismo sia l'ingiusta distribuzione della ricchezza e che il comunismo sia la giusta ridistribuzione della povertà.
Bene. La Cina si trova nel mezzo tra queste due definizioni.
Il governo cinese si potrebbe definire come il “comunismo perfetto”( potremmo usare anche “capitalismo perfetto” come termine ma esso non darebbe la giusta importanza distopica alla società cinese)
Senza studiare approfonditamente l'economia e la società cinese( non è questo l'obiettivo dell'approfondimento) ci concentriamo sulla veridicità di quello detto in precedenza.
La Repubblica popolare Cinese è un governo di stampo socialista, quindi un governo che ammette un solo partito, con capitale Pechino e che attua una politica economica a stampo capitalistica.
Già questo sembrerebbe paradossale siccome il comunismo prevede un sistema economico pianificato che esula dall'economia moderna. Ciononostante la Cina la applica e, grazia alla politica socialista, ma che potremmo più definire a stampo stalinista, riesce a produrre ingenti quantità di beni di consumo a basso, bassissimo costo. E questo si vede anche in Italia dove i prodotti cinesi si presentano come vere e proprie copie fasulle di marchi più famosi. Basta andare in qualunque supermercato cinese per trovare marche come Sonia, Ateach eccetera.
Quindi questo modo “originale” di fondere il peggio del socialismo e il peggio del capitalismo ha fatto, al giorno d'oggi, della Cina una delle maggiori potenze economiche del mondo.

Come per ogni società descritta precedentemente la Repubblica popolare Cinese è una distopia storica siccome non rispetta le sue fondamenta, anche se questa colpa è dovuta principalmente alla Storia degli ultimi venti/trenta anni. Dalla caduta del muro di Berlino, e il conseguente scioglimento dell'URSS, la Cina ha dovuto abbandonare una politica economica basata su scambi commerciali tra nazioni socialiste( URSS, Cuba e Corea del Nord in primis) e adattarsi al nuovo panorama mondiale adottando il sistema capitalistico che crea più possibilità di progresso ma, di conseguenza, distribuisce la ricchezza in modo più limitato( cosa che succedeva comunque con il socialismo ma che, almeno, in teoria cercava l'uguaglianza).
Ma, siccome l'oligarchia cinese non voleva abbandonare i propri privilegi, hanno creato un nuovo modo di intendere il socialismo. Hanno creato il comunismo perfetto.



E non è un caso che Nel 2010 il paese è divenuto secondo al mondo per PIL, avendo superato il Giappone, ed alle spalle degli Stati Uniti d'America. Il PIL del paese è cresciuto con una media del 10% negli ultimi 30 anni, trasformando la Cina da una arretrata economia agricola ad una potenza economica mondiale. La Cina è inoltre l'esportatore più grande al mondo, con gli Stati Uniti, mentre è il secondo importatore più grande dopo quest'ultimo paese.
Purtroppo ,nonostante tutta questa crescita economica, la Cina presenta un esercito di poveri, visto che i ricchi in Cino sono meno di un decimo della popolazione( circa 100 milioni).
Inoltre la legge cinese è un'ulteriore segno della sua instabilità sociale. Nella repubblica Popolare Cinese c'è la pena di morte; ed essa viene data per azioni futili e che, per esempio in Italia, costerebbero solo qualche anno di carcere oppure una multa. Tra le azioni che prevedono la pena capitale più opinabili, troviamo:

  • defezione al nemico (art. 108)
  • spionaggio (art. 110)
  • fare parte di associazioni segrete a fine sovversivo
  • sovversione
  • rapina (art. 263)
  • furto di ingenti proprietà
  • furto abituale
  • usare linee telefoniche o mezzi pubblici con l'evidenza che sono rubati
  • furto di linee di comunicazione per profitto
  • riproduzione di codici telefonici per profitto
  • furto con scasso o violazione di domicilio
    Altri reati
  • causare distruzione di proprietà pubbliche o private (art. 115)
  • spargere veleno (art. 115)
  • vendita o fabbricazione di cibo nocivo o falso, di alcol tossico o di false medicine con gravi conseguenze sui consumatori (art. 141)
  • vendita o fabbricazione di prodotti falsi o nocivi (aggiunto nel 2003)
  • produzione o esposizione di materiale pornografico (non censurato o senza autorizzazione statale)
  • causare esplosioni (art. 115)
  • possesso, vendita o fabbricazione di armi, munizioni o esplosivi (art. 125)
  • gioco d'azzardo (nonostante nella regione amministrativa speciale di Macao sia legale)
  • bigamia
  • intralcio all'ordine pubblico
  • disturbo della vita dei cittadini
  • usare metodi pericolosi che causino morte o gravi lesioni (art. 115)
  • incendio doloso (art. 115)
  • lenocinio, ovvero organizzazione, forzamento, induzione, introduzione, protezione o sfruttamento della prostituzione
  • teppismo 
  • caccia di specie protette
  • uscita da quarantena mentre si ha la SARS o diffusione del virus
  • rivelazione o furto di segreti di Stato via internet
  • pirateria informatica
  • reati legati alla droga (art. 347)



Quindi, l'idea di società “normale” è molto diversa per quanto riguarda il pensiero dell'oligarchia cinese. Le leggi più interessanti da leggere sono quelle che vietano la vendita di prodotti nocivi e/o falsi, siccome è molto buffo il fatto che, nel loro paese, i cinesi rispettino queste leggi( perché se c'è la pena di morte come punizione credo vivamente che la rispettino), mentre arrivati in Europa, uso come esempio l'Italia, producano effettivamente prodotti nocivi e falsi.
Il comunismo perfetto della Cina non solo è pericoloso, siccome rischia di creare una nazione economicamente potente e con una mercè di uomini soggiogati ormai dal suo governo a stampo dittatoriale ma è anche un grave insulto alla democrazia e alla libertà siccome conte un settimo della popolazione mondiale che non ha possibilità di crearsi un futuro migliore.



giovedì 30 aprile 2015

L'Europa: il fil rouge tra i popoli?

L'unione europea è l'ennesimo tentativo di far coesistere in uno stesso super-stato( come l'Oceania se vogliamo fare un paragone un po' forzato) nazioni accomunati soltanto da esperienze storiche.
Come molti sanno questa organizzazione nasce pressapoco dopo la seconda guerra mondiale con lo scopo di preservare la pace e di creare una connessione economica tra queste nazioni in modo che si trovino avvantaggiate e favoriscano, di conseguenza, l'economia dell'intera euro-zona.
Tutto ciò è molto intelligente e ha permesso alle società dell'euro-zona( Germania e Italia in primis) di rialzarsi dalla seconda guerra mondiale con dignità.

L'idea di accordi per avvantaggiare gli scambi economici tra un numero limitato di nazioni è durata fino a che ,questi stati, non hanno deciso di unirsi nell'Unine Europea adottando la moneta unica.



L'Euro. L'euro è stato una delle maggiori conseguenze che hanno sancito la crisi cominciata nel 2009 e tuttora stiamo vivendo.
E l'Euro è gestito dalla BCE( banca centrale europea).
La Banca centrale europea (BCE, con sede a Francoforte, in Germania) gestisce l'euro e garantisce la stabilità dei prezzi nell'UE. Contribuisce, inoltre, a definire e attuare la politica economica e monetaria dell'UE.
I suoi obiettivi principali sono:
  • mantenere la stabilità dei prezzi (tenendo sotto controllo l'inflazione) specialmente nei paesi dell'area dell'euro
  • mantenere stabile il sistema finanziario, assicurandosi che i mercati finanziari e le istituzioni siano controllati in modo appropriato.
La Banca lavora in collaborazione con le banche centrali dei 28 paesi dell'UE. Insieme costituiscono il Sistema europeo delle banche centrali (SEBC).
Ne deriva così una cooperazione tra le banche centrali dell'area dell'euro, detta anche eurozona, ovvero i 19 paesi dell'UE che hanno adottato la moneta unica. La cooperazione all'interno di questo gruppo di banche è chiamata Eurosistema.
I suoi compiti sono( elenco non esaustivo):
  • fissare i tassi d'interesse di riferimento per l'area dell'euro e controllare la massa monetaria
  • gestire le riserve in valuta estera dell'area dell'euro e comprare o vendere valute quando si presenta la necessità di mantenere in equilibrio i tassi di cambio
  • accertarsi che le istituzioni e i mercati finanziari siano adeguatamente controllati dalle autorità nazionali, e che i sistemi di pagamento funzionino correttamente
  • autorizzare le banche centrali dei paesi dell'area dell'euro a emettere banconote in euro
  • monitorare le tendenze dei prezzi valutando il rischio che ne deriva per la stabilità dei prezzi nell'area dell'euro.
Gli organi decisionali della BCE sono:
  • Il comitato esecutivo, che coordina la gestione quotidiana. Ne fanno parte sei membri (un presidente, un vicepresidente e altri quattro membri), nominati per un mandato di otto anni dai leader dell'area dell'euro.
  • Il consiglio direttivo, che stabilisce la politica monetaria dell'eurozona e fissa i tassi di interesse applicabili ai prestiti erogati dalla Banca centrale alle banche commerciali. È composto dai membri del comitato esecutivo e dai governatori delle 19 banche centrali nazionali dell'area dell'euro.
  • Il consiglio generale, che concorre all'adempimento delle funzioni consultive e di coordinamento della BCE e ai preparativi necessari per l'allargamento futuro dell'area dell'euro. Comprende il presidente e il vicepresidente della BCE e i governatori delle banche centrali nazionali dei 28 paesi dell'UE.
La BCE è totalmente indipendente. La BCE non può, al pari delle banche centrali nazionali dell'Eurosistema e dei membri dei rispettivi organi decisionali, sollecitare o accettare istruzioni da organismi esterni. Tutte le istituzioni dell'UE e i governi degli Stati membri devono rispettare questo principio.
Quindi, ricapitolando la BCE è indipendente. L'organo che deve decidere quanto vale l'euro è indipendente e, si sa, chi controlla l'economia controlla il mondo.
Chi controlla l'economia ha il potere di far fallire intere nazioni e di salvane altrettante.
Quando un qualunque stato dell'Europa si trova in crisi, prima dell'Unione, aveva la possibilità di “giocare” con la valuta della propria moneta per non andare in bancarotta e mantenere i cittadini in una condizione accettabile; come fece l'Italia del ventennio con la crisi del '29.
Ora, invece, gli stati dell'Unione che sono in crisi, non possono inflazionare la moneta perché estenderebbero la crisi agli altri stati, per cui sono obbligati a chiedere prestiti su prestiti e, inevitabilmente, finiscono in bancarotta( come sta succedendo con la questione Greca).



L'idea dell'Unione è, di per sé, un'idea molto innovativa perché permette il multiculturalismo all'interno di uno stesso territorio. Tutto ciò è molto bello e molto etico, ma purtroppo la multiculturalismo europeo è un po' troppo, nel senso che le tradizioni dei singoli popoli europei sono troppo diverse tra di loro e il voler accomunare e trovare, o sforzarti di trovare, un “fil rouge” tra questi non fa altro che accrescere l'intolleranza sia verso chi sta meglio di noi nel panorama europeo( la Germania), che viene visto come il “dittatore”, sia per chi sta peggio (la Grecia) che viene visto come l'ultima ruota del carro.
Questo fil rouge, visto che non c'era, è stato creato ed è l'Euro.
L'Euro controllato dalla BCE. Dalla BCE che è un'ente indipendente e che, di conseguenza, ha tra le mani il destino di 28 nazioni accomunate soltanto dal colore del pezzo di carta che hanno sul portafoglio.  

lunedì 27 aprile 2015

La fine dell'uomo...

Sia maledetto il giorno in cui gli uomini smetteranno di sognare, dedicandosi anima e corpo alla filosofia capitalistica.

sabato 25 aprile 2015

Viva l'Italia liberata! Viva l'Italia americana!

Viva l'Italia liberata! Viva l'Italia americana!
Festeggiamo ordunque, come ogni anno, questo 25 aprile;
Festeggiamo la vittoria dei partigiani dai fascisti e dai nazisti;
Festeggiamo la liberazione da parte degli americani;
Festeggiamo la fine del ventennio dittatoriale fascista.


Quante cazzate.
Pensare che oggi si celebri una della feste più ipocrite del nostro paese mi fa rabbrividire e mi fa vergognare d'essere italiano.
Festa ipocrita non per ciò che rappresenta ma per ciò che vuole rappresentare.
Il 25 aprile di settant'anni fa, l'avanzata partigiana ha iniziato la liberazioni dalla "dittatura" fascista, l'ha iniziata aspettando l'arrivo degli alleati che, pochi giorni dopo, ci anno liberato dal "periodo più buio della nostra storia".
Falso.
Il ventennio fascista è stato( e lo dice uno di ideologia marxista) uno dei periodi dal punto di vista economico e dello viluppo tecnologico-sociale migliori dall'unità ad oggi.
I vent'anni di Mussolini, che, personalmente io accorcio a sedici, siccome dopo il patto d'acciaio con Hitler il fascismo, così come era stato pensato, non esisterà più, hanno significato un forte miglioramento nelle condizioni di vita nelle persone. Miglioramento che, per l'epoca, era incredibile e ha portato milioni di persone a DIVENTARE fascisti.
Basti ricordare che l'italia è stata uno dei pochi paesi ad economia capitalistica che meno ha patito la crisi del '29.

Non voglio dire che tutti erano fascisti in quell'epoca che ,molti rinnegano o vogliono dimenticare, ma che, se il fascismo è diventato una realtà italiana per più di quindici anni, molti, o la maggior parte di essi, appoggiavano gli ideali del Duce.
Perciò penso che parlare di fine del ventennio dittatoriale fascista non solo sia riduttivo, ma sia una manomissione della storia bella e buona.



Invece, per quanto riguarda la liberazione da parte degli americani c'è tutto un'altro discorso da fare.
Gli americani, i nostri "salvatori" sono arrivati dopo il 25. Quel giorno è simbolico siccome è l'inizio dell'avanzata partigiana che porterà, con l'arrivo degli alleati, la liberazione completa dell'italia il 3 maggio dello stesso anno.
Ciononostante gli "americani" ci hanno, in qualche modo, liberato del NOSTRO governo ,dittatoriale, totalitario, violento eccetera  "donandoci" il loro modo di intendere la democrazia.
E questo particolare modo di intenderla ci ha portato, oggi, alle condizioni in cui soccombe codesto bel paese.
Inoltre i veri libratori dell'Italia furono partigiani, di fede completamente "stalinista"( a quel tempo i massacri di Stalin erano sconosciuti e quindi era accettabile che i partigiani italiani vedevano in Stalin il simbolo di forza, uguaglianza ed equità) quindi, si può dire che l'italia è stata liberata non dagli americani ma dai comunisti!

Anche se idealizzare così tanto la figura del partigiano è un'errore molto grave che, la comunità attuale, ha commesso. Il partigiano era un uomo che non voleva la guerra.
Tutto qui.
E per questo si affidava alla ideologia comunista cercando di seguirla anche in modo troppo rigido ed inumano. Dopotutto un'idea è cieca e ha lo scopo di raggiungere il suo obiettivo senza pensare alle conseguenza. Così facevano i partigiani.
Come esempio basta citare le foibe, ma, questo, è un argomento che richiede una copertina a sé.



Concludendo la liberazione dell'Italia è una festa relativa siccome è vissuta da molti come un gesto di coraggio e da altri come un gesto di vera resa. Ma non si può dubitare che, nonostante tutto, sia stata un tassello fondamentale della nostra storia. Forse non il più importante, forse non il più sincero, forse non il più "nostro", ma sicuramente un tassello che va almeno ricordato.
Nonostante tutto.





giovedì 23 aprile 2015

Pensieri sul futuro...

Ci stiamo, inesorabilmente, avvicinando al baratro.
Al baratro della disumanità.
Vedere così tanta insufficienza critica di fronte alla morte di così tante PERSONE è orribile. ed una delle cose che mi fa sempre di più detestare questo mondo. Questo mondo che si maschera da perbenista. O, se vogliamo usare un termine "Orwelliano" questo mondo pensabenista.
Questo mondo così soggiogato dal capitalismo e dal suo simbolo del dollaro americano da preferire la morte di PERSONE anziché la perdita di fogli di carta colorata.
Fogli di carta che sono l'essenza della nostra anima.
Senza valore.
In un mondo "perfetto" i soldi non sarebbero superiori all'uomo; ma, ahimè, non viviamo in un mondo perfetto. E non ci siamo mai vissuti.
Non sto dicendo che questa sia la peggiore epoca di sempre; ovviamente non possiamo dimenticare il Novecento, condito dalle sue guerre e dalle sue ideologie, ma questa, questa è sicuramente l'epoca più falsa.
Più falsa perché la maschera di ognuno di noi si sta pian piano allargando e finirà per avvolgerci nello stereotipo del perbenista. 

Il perbenista: quello che critica e incita a fare la cosa giusta da parte degli altri ma non da parte di se stesso.
Quello che sa solo criticare senza agire, senza cercare soluzioni, senza mettersi in gioco.
Tutti sono vittime di questa maschera del nuovo millennio. Nessuno escluso.
Anche io stesso, per esempio, sono stato "avvolto" da questa maschera che mi porta a criticare, come sto facendo oggi, questo mondo falso, senza agire.
Senza agire perché non faccio parte di un movimento politico, non partecipo agli scioperi( siccome sono ancora uno studente e giudico che lo sciopero fatto da un non lavoratore sia un'offesa a tutti coloro che lavorano otto ore al giorno per arrivare a fine mese) e non faccio beneficenza siccome la giudico come l'azione più negativa in assoluto.
La beneficenza non è positiva siccome illude e rilassa il beneficiario facendo credere a lui che si più vivere senza impegnarsi. Che si più vivere senza lavorare, sforzarsi, eccetera.
Piuttosto di fare beneficenza ad un barbone io, se ne avessi la possibilità, gli troverei un lavoro e una casa e l'inviterei a mettersi in gioco.
Ricevere beneficenza è, in poche parole, rinunciare a mettersi in gioco. Rinunciare a vivere.


Infine, io non sostengo nessun partito politico per due ragioni; la prima è che i partiti di sinistra( sì sono di sinistra) non hanno un'ideologia precisa e la seconda è che per sostenere un partito bisogna pagarne la tessera.
L'ideologia dei partiti di sinistra non la condivido minimamente su più punti; il principale dei quali è l'antifascismo.
Il fascismo, è sì un movimento violento e quasi "totalitario" ma, non è razzista. Non almeno quanto credono gli antifascisti. Non possiamo negare che il ventennio fascista sia stato, strettamente dal punto di vista economico, il più prolifico di tutta la storia Italiana.
E accanirsi contro di loro, non solo è contro la vera ideologia comunista( siccome il partito di Mussolini è nato dopo la nascita del comunismo) ma è fine a se stessa.
E' fine a se stessa siccome i veri "nemici" dei pariti di sinistra sono i falsi partiti di sinistra e non i fascisti.
I veri nemici sono tutti colo che governano malamente questo paese, specialmente quelli che governato questo paese dichiarandosi di sinistra e adottando misure di destra.
Questi esseri non sono solo contro la loro ideologia e il loro ideale ma anche contro se stessi, contro la loro prima maschera.


Purtroppo queste considerazioni sono andate un po troppo verso il verboso, quindi vi saluto, ringraziandovi di essere arrivati fino a qui e augurandovi una felice serata consci del fatto che il mondo, domani mattina, sara "bello" come l'avete lasciato...

mercoledì 22 aprile 2015

1984: La distruzione della Storia

Uno degli elementi caratteristici del romanzo Orwelliano è la distruzione della Storia. Chi è contro il partito non solo sparisce ma non è mai esistito. Egli non è mai né nato né morto. Egli non è presente da nessuna parte, le sue tracce vengono oscurate e il suo cammino viene cancellato.
E se questo non è possibile egli diviene simbolo di ogni disgrazia che subisce il popolo.
Il popolo schiavo dell'ortodossia.
Come succede a Goldstein (alias Trotsky) che diventa l'accusatore di ogni disfatta politica-militare che avviene. Questa tecnica della distruzione della Storia ripesca a piene mani non solo dalla nostra storia novecentesca( dalle persecuzioni del nazismo alla creazione di falsi capi espiatori per giustificare crisi economiche) ma i rifà direttamente al precedente romanzo dell'autore: La fattoria degli animali.
Con un'attenta analisi dei due scritti si può ben vedere che Palladineve e Goldstein rappresentano la stessa persona, o perlomeno lo stesso metodo di giustificazione creata da governi idealisti contro difficoltà economiche-sociali. È incredibile come tutto questo venga riassunto in 1984 riuscendo alla perfezione nell'intento di far capire come la Storia serva, fondamentale, non soltanto per non commettere gli errori fatti dai nostri antenati ma anche per evitare che codesti errori vengano commessi da altri.
Di seguito cito una parte di 1984, forse la parte che riesce i più a far comprendere come la manomissione della Storia sia una delle caratteristiche principali del romanzo:

Nei giorni andati, prima della vittoriosa Rivoluzione, Londra non era la bella città che ora conosciamo. Era un luogo buio, sporco, miserevole, dove sì e no c'era da mangiare e dove tanta povera gente non aveva scarpe per camminare e un tetto per riposarci sotto. Anche i bambini della vostra età dovevano lavorare dodici ore al giorno per conto di certi crudelissimi padroni che li fustigavano con lo scrudiscio se lavoravano troppo lentamente, e li nutrivano soltanto di croste di pane ammuffito e d'acqua. Ma in mezzo a tutta questa orribile mirano pure poche case belle e grandi dove vivevano i ricchi che avevano fino a trenta servitori per attendere ai loro bisogni. Questi ricchi erano chiamati capitalisti. Erano grassi, brutti e con certe facce cattive, come quelle che si vede nella pagina di fronte. Come vedete è vestito di un lungo abito nero che era chiamato finanziera e porta un buffo cappello lustro che sembra un tubo di stufa e che era chiamato cilindro. Questa era l'uniforme dei capitalisti e a nessuno era permesso di indossarla se non a loro. I capitalisti possedevano tutto ciò che era nel mondo e le altre persone erano loro schiavi. Essi possedevano tutte le terre, tutte le case e tutto il denaro.
Se qualcuno disobbediva loro, essi lo potevano mandare in prigione o lo potevano far cacciare dell'impiego e farlo morire di fame.
Quando le persone comuni dovevano rivolgersi a un capitalista erano obbligati a inchinarsi tremando e togliendosi il cappello, e a chiamarlo “Signore”. Il capo di tutti i capitalisti era chiamato il Re e...”
(Libro 1, Capitolo 7)

Questo passo non ci mostra soltanto la manomissione della Storia( nel libro si parla prima della Rivoluzione e cioè pressapoco negli anni cinquanta) ma sopratutto lo stereotipo del capitalista. L'uomo vestito di nero e con il cilindro che tutto ha e tutto vuole. Una visione del mondo simboleggiato dal dollaro adottato riferendosi al mondo sovietico dove così era visto l'americano medio.

Dal testo si edice, inoltre, la volontà del partito a indottrinare il giovane( il testo e ritratto da un libro di storia per bambini che Winston Smith ricopia sul suo diario) a proposito della vita precedente alla Rivoluzione. La vita dell'operaio capitalista è vista come orribile, terrificante e inauguratile ma, se leggiamo il testo, notiamo che non cambia più di tanto da quella dei prolet o dei membri del partito esterno. Dopotutto il governo dipinto da Orwell è senz'ombra di dubbio un governo a stampo comunista e, come sappiamo, il capitalismo è lo sfruttamento dell'uomo da parte dell'uomo e il comunismo è lo sfruttamento dell'uomo da parte dello Stato.

mercoledì 8 aprile 2015

l'evoluzione

Come tutti i pensieri del uomo, anche il capitalismo si evolve.
Nato due secoli or sono, si è evoluto man mano negli anni, aiutato dalle guerre mondiali.
Fino ad arrivare qui, oggi, a cambiare connotazione.
A cambiare senso raggiungendo la sua essenza: globalizzare.
La globalizzazione è il capitalismo moderno.
Questo è un male?
Non ci è dato saperlo; siccome nessuno di noi riesce ad immaginare un mondo diverso.
Diverso nell'economia.